FAQ - Domande frequenti
Le domande più frequenti relative al progetto
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I contenuti di questo sito hanno esclusivamente finalità informative ed educative e non costituiscono consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Le informazioni possono contenere imprecisioni o risultare non aggiornate. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. L’autore non è responsabile delle decisioni prese sulla base dei contenuti pubblicati.
Elenco domande
Come posso valutare l'indice di Sharpe?
Sharpe ratio | Valutazione qualitativa | Interpretazione pratica |
< 0.20 | ❌ Inefficiente / rischio eccessivo | Il portafoglio non remunera adeguatamente il rischio; tipico di strategie troppo speculative o poco diversificate. |
0.20 – 0.40 | ⚠️ Mediocre | Il rendimento c’è, ma è ottenuto assumendo volatilità troppo alta. Non sostenibile nel lungo periodo. |
0.40 – 0.60 | 🙂 Buono / standard | Efficienza discreta; equilibrio accettabile tra rischio e rendimento (portafoglio “medio”). |
0.60 – 0.80 | ✅ Ottimo | Portafoglio molto efficiente: buon rendimento con rischio contenuto. Obiettivo ideale per gestioni bilanciate/dinamiche. |
0.80 – 1.00 | 🌟 Eccellente | Molto raro e difficile da mantenere nel tempo; tipico di strategie quantitative o multi-asset ottimizzate. |
> 1.00 | 🚀 Eccezionale | Rendimento altissimo rispetto al rischio. Possibile solo in fasi di mercato particolari o strategie altamente sofisticate. |
È un portafoglio perfetto?
Risposta chiara: NO, non è “perfetto”, ma è il più razionale e scientifico possibile
Un portafoglio costruito usando le teorie di:
- Markowitz → diversificazione e frontiera efficiente
- Sharpe → rapporto rendimento/rischio
- Sortino → rischio negativo reale
È però un portafoglio estremamente razionale, ottimizzato sul rischio, e progettato secondo le migliori teorie della finanza moderna.”
…è sicuramente un portafoglio molto ben progettato, cioè:
✔ razionale
✔ scientifico
✔ ottimizzato
✔ bilanciato sul rischio
✔ costruito con criteri moderni e oggettivi
Ma non può essere considerato “perfetto”, perché:
- I mercati sono imprevedibili → nemmeno il modello migliore può prevedere il futuro.
- I dati del passato non garantiscono i rendimenti futuri.
- I modelli sono semplificazioni della realtà.
- Le preferenze dell’investitore cambiano (età, obiettivi, rischio).
- Esistono rischi non misurabili nei modelli matematici (rischi di coda, shock macro, liquidità).
Come viene costruito il portafoglio da voi ottimizzato?
Oltre all’apporto fondamentale delle teorie viste prima nella costruzione del portafoglio “scientifico totale” usiamo:
- Markowitz → diversificazione + frontiera efficiente
- Sharpe & Sortino → massimizzazione rendimento/rischio e protezione downside
- Risk Parity → bilanciamento dei rischi
- Fattori (Fama-French + Momentum + Min Vol) → rendimento extra stabile
- CVaR 5% (rischio di coda moderato)
- Tail Hedge leggera → protezione shock
- Rebalancing disciplinato
In questo modo si creano portafogli molto stabili, costruiti per reggere fasi difficili (tipo 2008 o 2020).
COME È COSTRUITO
Si basa su 5 pilastri scientifici:
✔ 1) Azionario multifattoriale (core)
Include:
- Value
- Quality
- Low Volatility
- Momentum
→ massimizza rendimento e riduce drawdown
✔ 2) Risk Parity tra azioni e obbligazioni
Rischio bilanciato, non capitale bilanciato.
✔ 3) Bond a breve + inflation-linked
→ riduce volatilità reale e rischio tassi
✔ 4) Materie prime leggere (decorrelate)
→ riduce rischio inflazione e shock energetici
✔ 5) Tail hedge leggera (oro)
→ protegge dagli eventi estremi
Ogni quanto è consigliabile ribilanciarlo?
- 2 volte l’anno
- oppure quando un asset si sposta del ±5% dal suo peso
Quali altri modelli matematici/scientifici posso usare per rendere un portafoglio ancora più solido e moderno?
Ecco le principali teorie scientifiche per migliorare un portafoglio
- CAPM – Capital Asset Pricing Model (Sharpe, Lintner, Mossin)
Completa Markowitz rispondendo alla domanda: Qual è il rendimento corretto di un titolo in base al suo rischio sistematico (beta)?
Serve per:
prezzare il rischio di mercato
capire se un titolo “rende abbastanza
- APT – Arbitrage Pricing Theory (Ross)
Va oltre il CAPM a 1 fattore.
Dice che i rendimenti dipendono da più fattori macro:
- crescita economica
- inflazione
- tassi
- rischio default
- liquidità
- premi di rischio
È alla base dei moderni portafogli multi-fattoriali.
- Fama–French 3 Factors / 5 Factors
Modelli famosissimi:
- Market factor (beta)
- Size (small vs big caps)
- Value (titoli “a sconto”)
- Profitability (redditività)
- Investment (aziende che reinvestono molto)
Serve per costruire portafogli più efficienti tramite fattori premianti nel lungo periodo
- Carhart 4-factor (aggiunge Momentum)
Aggiunge uno dei fattori più potenti il Momentum (i titoli che salgono continuano a salire)
Usatissimo in hedge fund e strategie sistematiche.
- Risk Parity (Bridgewater / Dalio / Qian)
Teoria che riduce la dipendenza dal rischio azionario:
- es. pari rischio da azioni, bond, oro, alternative
Aumenta enormemente la stabilità del portafoglio.
- Black–Litterman Model
Modello avanzato per:
- combinare i rendimenti attesi “di mercato” con le view personali dell’investitore
- evitando portafogli estremi o instabili
È uno dei modelli più usati nei fondi istituzionali.
- Post-Modern Portfolio Theory (PMPT)
Evoluzione della Modern Portfolio Theory (Markowitz):
- al posto della volatilità usa il downside risk
- quindi integra Sortino
- più realistica perché considera il rischio “che fa male”, non quello totale
- Tail Risk Theory (Taleb, Embrechts)
Analisi dei rischi estremi, non normali:
- distribuzioni asimmetriche
- shock improvvisi
- eventi “cigno nero”
Permette di costruire portafogli che resistono a 2008, 2020, crisi improvvise.
- Expected Shortfall (ES) / CVaR
Una delle misure di rischio più potenti:
Quanto posso perdere in media nei peggiori scenari del 5% o 1%?
Molto più serio del classico Value at Risk (VaR).
- Kelly Criterion (Kelly, Thorp)
Modello matematico per:
- decidere quanto investire su ciascun asset
- massimizzare la crescita del capitale nel lungo periodo
- evitando il rischio di rovina
Molto usato in hedge fund quantitativi.
- Regime Switching Models (Markov Regimes)
Modelli che distinguono i mercati in:
- regime di crescita
- regime di recessione
- regime di alta volatilità
- regime di bassa volatilità
Il portafoglio si adatta al “regime” economico. Usati dai fondi macro e dai sistemi quantitativi.
- Machine Learning & Portfolio Optimization
Nuove frontiere:
- clustering per scoprire correlazioni nascoste
- regressioni non lineari
- modelli predittivi
- tecniche di robust optimization
Questi modelli migliorano:
- previsione di volatilità
- gestione del rischio
- efficienza della diversificazione